Sunday, September 25, 2011

ATTRITO di Giuseppe Ungaretti

Un attimo di relax, lasciamoci prendere da queste meravigliose parole:

ATTRITO di Giuseppe Ungaretti
Con la mia fame di lupo

ammaino
il mio corpo di pecorella

Sono come
la misera barca
e come l'oceano libidinoso

Locvizza, il 23 settembre 1916

Sunday, September 18, 2011

Da La Gazzetta dello Sport: "Una settimana al Mondiale Argentin commenta per Gazzetta.it"

Letto da poco su La Gazzetta dello Sport, che ne pensate?
Una settimana al Mondiale Argentin commenta per Gazzetta.it
Una settimana al Mondiale Argentin commenta per Gazzetta.itA Prato l'ultimo test prima della partenza dei pro' per Copenaghen. L'ex iridato interverrá  nel live del sito rosa sulla prova piá¹ attesa, quella del 25 settembre. Video, interviste e approfondimenti dai nostri inviati in Danimarca

Sunday, September 11, 2011

Da FREE TIME: "Daria Bignardi presenta '' Non vi lasceró orfani ''"

Non leggo spesso i giornali (soprattutto quelli cartacei) - ma a volte quando ho un attimo di tempo e sono su Internet ci dò un'occhiata. Ecco cos'ho trovato un po' di tempo fa su FREE TIME...
Daria Bignardi presenta '' Non vi lasceró orfani ''
Da che sentimento si parte per scrivere un libro sulla propria famiglia? Amore, spudoratezza, distanza, dolore? Per Daria Bignardi, conduttrice televisiva, autrice di “Non vi lascerò orfani” è stata “la spontaneità” dopo aver rotto il tabù del trattare la materia con il pezzo scritto su Vanity Fair sul “dolore dell’orfano adulto”. Il libro narra con un particolare lessico familiare, - «mi sono ispirata alla Ginzburg » – lo speciale rapporto tra chi se n’è andato e chi resta. Il libro nasce dal dolore della perdita di tua madre. Dopo la scomparsa di tuo padre racconti di esserti sentita in colpa. E con lei? –Con lui è stato diverso, avevo vent’anni, non gli ero stata molto vicina quando si è ammalato. A mia madre sono stata devota tutta la vita. L’ho sopportata e lei ha sopportato me. Anche se mi strazio tantissimo per ogni cosa, credo che la vita vada come deve andare. Tua madre ha sacrificato le sue ambizioni per la famiglia... Tu invece “bestia e egoista” - come ti chiamava lei - tieni insieme figli, viaggi, carriera, amore: questione di modernità o di carattere? –Ho tutti i suoi difetti: sono vittimista, soccombo di fronte alle cose casalinghe. Però lei ha vissuto in un periodo in cui le occasioni erano diverse. Eppoi la sua psicologia rinunciataria mi è servita: proprio perché ho avuto una madre così io sono determinata. Era felice dei tuoi successi? –Era ipercritica, oltre che ansiosa. Per me sognava una vita solida, da insegnante, non un lavoro come il mio che un giorno c’è e l’anno dopo non c’è più. Madre maestra, padre rappresentante, famiglia tra Ferrara e Castel San Pietro. Che legame hai con quei luoghi? –Mi riconosco nel carattere degli emiliani che sono diretti, impulsivi. La cosa più bella e la più brutta detta o scritta sul libro? Mi fa piacere quando citano certe battute. Le critiche non saprei: non le ho volute leggere. (A.F.)

Sunday, September 4, 2011

Ieri sera mi sono goduto questo bel film: "Il dottor Mabuse"

Il dottor Mabuse è un film del 1922 diretto da Fritz Lang. Fa parte della corrente del cinema espressionista tedesco. Lang diede due seguiti a questo film con Il testamento del dottor Mabuse del 1933 e Il diabolico dottor Mabuse del 1960. A questa trilogia sono ispirati vari film successivi che riprendono il personaggio del Dottor Mabuse. Il film dura 270 minuti, per cui lo stesso Lang lo divise in due parti: 1. Dr. Mabuse, der Spieler 1: Teil: Der große Spieler - Ein Bild unserer Zeit (Il grande giocatore - Un quadro dell'epoca) 2. Dr. Mabuse, der Spieler 2: Inferno - Ein Spiel von Menschen unserer Zeit (Nell'inferno del crimine - Uomini dell'epoca)